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Lettera a te (che non leggerai mai)

Ho perso con te dal primo istante in cui ho detto sì. Sapevo troppe cose e le ho ignorate tutte. Sapevo di sbagliare, sapevo che non avrebbe portato a niente ma l’ho fatto lo stesso. Ho visto nei tuoi occhi qualcosa, forse il riflesso di quello che invece avrei dovuto cercare in me e l’ho afferrato. Ho accettato tutto. Non mi importava niente altro, vivevo solo il momento (e forse non è quello il senso della felicità? Così ho sentito dire… ) Poi c’è stato il bacio e tutto ha iniziato a salire, a muoversi velocemente, e non ho più pensato, ho solo vissuto, nell’illusione che “forse sì, almeno per noi, sarebbe stato possibile”. E per un po’ lo è stato, bellissimo, intenso, vero, ma poi è sopraggiunta la realtà. I nostri desideri così diversi, le nostre speranze così lontane, confuse e volubili le tue, certe e quasi dolorose le mie e tutto si è rivelato per quello che è. Non potevamo darci di più e l’abbiamo capito. Ma io nonostante questo non ti ho lasciato andare, ti ho stretto a me, sperando in quelle promesse che ci eravamo fatti all’inizio che sapevo non avresti mai potuto mantenere, perché era bello sentirle da te, leggere nei tuoi occhi una volontà, un desiderio che già sapevo sarebbero cambiati presto, un illusione in cui però ho voluto credere. Come quando nel mezzo di un sogno bellissimo stai per svegliarti, ma ancora chiudi gli occhi, trattenendo quelle immagini, non vuoi aprirli, non vuoi vedere, vuoi solo indugiare ancora un altro minuto.
Ho giocato, abbiamo giocato a fare le cose serie quando sapevamo già da subito che non era possibile. E’ tutto è finito, si è sciolto con la facilità di un abbraccio. Si è disperso tutto. Un gioco. Conosco le regole da più tempo di te, eppure non le ho considerate, mentre tu iniziavi a conoscerle.
Senza futuro, in fondo, non si può andare da nessuna parte, lo sai bene tu, che tempo per pensarci, organizzarlo e crederci ne hai. A me invece è da molto che non interessa più, ho cercato di dirtelo. Ho cercato di spiegarti molte cose, ma non penso che tu, in fondo, mi abbia mai ascoltato. Non erano quelle le cose che volevi sentire, che potevi comprendere.
All’inizio era solo un dubbio, lo vedevo sul tuo viso, per tante piccole cose che ci erano negate, ma che ora mi rendo conto erano determinanti per te. Ho provato a passarci sopra, a  farti capire quanto poco importanti fossero, ma poi mi sono trovata a desiderarle anche io, a chiederle. Perché in fondo le ho sempre volute e sempre le vorrò. Non possiamo cambiare la nostra natura e non è giusto nemmeno farlo. Ti ho nascosto tanti desideri, preoccupata dal fatto che non fossi pronto e alla fine, a forza di farlo, mi sono persa. Ho perso la mia gentilezza, la mia forza, la mia sicurezza, ciò che mi rendeva splendida. Mi sentivo sbagliata, come se dovessi rimediare ad un errore, e che facendolo saresti tornato da me, invece di allontanarti sempre di più come hai fatto. Nel cuore avevi già deciso che era troppo faticoso, che non ti importavano più quelle cose, non con me almeno, hai smesso di guardarmi, di certo hai smesso di crederci. Hai smesso di credere in noi, per l’aspettativa di qualcosa di più generale, più semplice, ma che tutti hanno e che pensi di meritare. Cose che potevamo avere, in maniera diversa se solo ci fossimo amati abbastanza. Se io avessi rispettato i tuoi spazi, se tu avessi ascoltato di più i miei desideri. Se, se, se.. 
E’ ancora tutto vago, irrisolto, si è bruciato ancora prima di iniziare sul serio. Un tifone che trascina tutto nella sua forza e ti lascia intontito, confuso, più vuoto di prima. Non è rimasta nemmeno una traccia, un ricordo degno di quel nome, una musica. Non ci sono stati abbastanza attimi insieme o discorsi per poter dare un qualche tipo di sostanza al tutto. E’ semplicemente passato.

E allora eccomi, con queste ultime parole che non leggerai mai, parole per me più che altro, per riordinare i pensieri della mia mente, per ricomporre le cose, ancora una volta da sola. E dopo tutto è questa l’unica cosa che forse ho compreso. Quella cosa che cercavo, nel fondo dei tuoi occhi, quella cosa che mi ha stregato, la posso trovare ancora in me. Ed è da li che ricomincio.

 

Con amore, G.