Il cervo

Cervo dal muso profumato di muschio,
dalla pelle irsuta dai colori autunnali.
Tenaci gli occhi,
di selvaggia madre.
Ascolti la donna cantare,
al limitare del bosco,
dove giace l’ultimo tronco caduco.
Ascolti, sì?
Ti stanno chiamando.
E’ per te.
Ti accoccoli con zampe stanche,
rosicchiando una bacca,
attendi.
L’ultima foglia che cadrà,
quando sarà giunta la sua ora.
Speri,
che non finisca la melodia.
Mentre gli uomini,
di simil natura, ti passano accanto,
ti sfiorano.
Qualcosa di te,
rimane anche a loro.
Un po’ di brina,
sulle stanche spalle,
un che di infantile gioiosità
e impigliata tra le mani,
sporche e consunte,
l’identità di una nazione senza confini,
che ricopre tutto,
in ogni dove.

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